Vicino Senftenberg, nello stato di Brandeburgo, un complesso fotovoltaico da record è stato da qualche giorno collegato in rete di distribuzione. Si tratta di una struttura molto grande, realizzata nell’area di una miniera dismessa, un altro primato per la Germania dell’Est nel campo dell’energia rinnovabile. L’impianto, potenziato di recente allacciando alla rete altri 78 MW, raggiungerà una potenza totale di ben 166 MW. L’energia elettrica prodotta, sarà generata da moduli Canadian Solar, fra le maggiori aziende al mondo produttrici di moduli solari, che ne ha già forniti 636.000. I moduli impiegati rappresentano 148 MW del mega complesso fotovoltaico, compresi i 70 MW che sono già stati connessi in rete ad inizio settembre.
La realizzazione del grande impianto fotovoltaico in Germania, è stata attuata dai due partner saferay e Gp Joule, ed il progetto dell’ultima parte da 78 MW è stato affidato alla berlinese “Unlimited Energy GmbH”. L’ultima tranche, chiamata Senftenberg II/III, è stata inaugurata dal primo ministro Matthias Platzeck, che ha elogiato lo sviluppo del fotovoltaico in Germania e l’inclinazione all’energia rinnovabile soprattutto nel Land di Brandeburgo. Quest’ultimo infatti non a caso ha ricevuto il premio di “Migliore Stato per le Energie Rinnovabili”. Il sindaco di Senftenberg Andreas Fredrich, ha rimarcato che il territorio del suo stato si offre particolarmente alla realizzazione di grandi impianti, perché ci sono vaste aree in cui un tempo sorgevano delle miniere superficiali – oggi dismesse – che possono essere recuperate e sfruttate. Altro valore aggiunto, la presenza di molte reti distributive già ben sviluppate, che favorisce con facilità l’allaccio di grandi impianti.
Sono stati impiegati solo tre mesi per realizzare il sistema Senftenberg II/III, composto da 330.000 moduli fotovoltaici cristallini ed esteso su una superficie di 200 ettari, un tempo occupata dalla miniera di Meuro. Il costo dell’operazione, che si aggira intorno ai 150 milioni di euro, è stato sostenuto in parte da tre banche tedesche, e per due terzi dalla “saferay”.




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